LE NUOVE FRONTIERE DELLA VERA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE
(ossia: come l'Agenzia delle Entrate utilizza le proprie risorse per scoprire i veri evasori).
L'articolo pubblicato da Anmvi Oggi rivela una realtà amara e grottesca, fornendo un quadro desolante su come vengono impiegate risorse per accertamenti del tutto inutili; a parte lo spreco, tutto ciò diffonde panico ed incertezze fra i detentori di cavalli, e , come al solito, chi ci rimette sono i nostri innocenti beniamini.
Leggete e commentate.
ASSURDO IL REDDITOMETRO, ASSURDA L’ANAGRAFE
05-10-2011 10:50
A suo tempo, i cavalli erano stati registrati dall'UNIRE come "da trotto", benché il proprietario li avesse con sé solo per hobby. Ora il Fisco, pretende dal contribuente la dimostrazione che i tre cavalli non sono più di proprietà. Dalle ricerche dei familiari risulta che gli animali rimasero di proprietà del contribuente fino agli anni Ottanta e poi furono venduti. A distanza di vent'anni, non c'è un atto di cessione da esibire, non si hanno più notizie dei cavalli ceduti e al Fisco non basta una semplice autocertificazione.
Da qui la richiesta all'UNIRE: una raccomandata per chiedere all'Ente di produrre ed inviare i certificati e i dati ai quali ha probabilmente attinto il Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha fretta, l'UNIRE viene sollecitato con raccomandata ad accelerare la risposta.
L'ANMVI ha affidato il caso ai propri consulenti per verificare i presupposti dell'accertamento basato su dati frammentari e su un periodo fiscale (2006-2008) in cui i cavalli non erano più presso il proprietario, un ex tramviere in pensione che non potrà versare i 100mila euro di multa chiesti dal Fisco.
Ad oggi, nonostante gli impegni assunti dall'Agenzia delle Entrate e dalle autorità politiche regionali, il cavallo continua ad essere considerato come un indicatore di maggior reddito, malgrado sia sempre più evidente l'assurdità degli accertamenti.

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