giovedì 27 ottobre 2011

LA GESTIONE DELL'EQUIDE A FINE CARRIERA (secondo la FNOVI)



Sull'ultimo numero del mensile "30 GIORNI", organo ufficiale della FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani), è apparso un interessante articolo sulla gestione del cavallo (preferisco chiamarlo così, equide mi sembra troppo formale), definito "documento sul cavallo non-dpa(non macellabile) a firma della Redazione stessa.
"La FNOVI chiede scelte innovative e senza ipocrisie" è la scitta che compare sotto il titolo, e l'articolato inzia così: "Svariati fattori portano, ancora troppo spesso, a scegliere la destinazione non-dpa (non destinato alla produzione di alimenti) su basi non consapevoli.
L'articolo prosegue poi con riferimenti agli abbandoni, soprattutto in alcune zone dove, a differenza di altre, l'Anagrafe degli Equidi è ancora agli albori, alle inaccettabili richieste di eutanasia per liberarsi del "fagotto", ai riferimenti legislativi sul benessere, sul farmaco, ecc.

Con il dovuto rispetto per chi considera il cavallo un produttore di alimenti, e quindi in caso di scelta saprà immediatamente come destinare il suo equide, mi è sembrato di cogliere un sottinteso invito rivolto dalla Federazione ai Veterinari, ad orientare i propri clienti verso questa scelta finale, ossia della possibilità ultima di poter macellare il proprio cavallo, e questo mi lascia alquanto perplesso.
Quasi quotidianamente ricevo richieste di cure, a volte per banali patologie, che di fatto sono vietate sui cavalli dpa, per cui prima di prescrivere o somministrare farmaci la Legge mi impone di accertare lo status del cavallo in cura;  a questo punto si pone il dilemma: curo il cavallo con i farmaci più appropriati e possibilmente meno costosi, come mi impone la mia etica, anche se ciò comporta il cambiamento definitivo dello status del cavallo, oppure lo lascio a soffrire, oppure ancora costringo il proprietario a sostenere dei costi molto più elevati, solo per difendere la sua possibilità di essere in futuro macellato?
Di solito i proprietari di cavalli dpa non accettano nessuna delle due alternative, ossia non vogliono spendere di più per le cure ma neanche modificare lo status del loro cavallo, così si rischia che decidano di non curarlo per niente o, peggio, pericolose derive fai-da-te; in effetti si sentono discriminati e non posso certo dare loro torto, ma non è per mia scelta che la somministrazione o prescrizione di moltissimi farmaci specifici per il cavallo sia vietata dalla Legge per i cavalli macellabili.
Le APA, almeno dalle mie parti, non hanno dubbi a considerare tutti i nuovi iscritti rigorosamente macellabili, spiegando ai loro utenti che l'unica differenza è poterli macellare oppure no ,come se tutto il resto non avesse importanza, per cui la scelta viene fatta ancora troppo spesso su basi non consapevoli, ma in senso totalmente opposto a quanto descritto nell'articolo della FNOVI, il personale delle APA molto spesso non sa nenche della differenza sostanziale che la Legge fa nel curare cavalli con status diversi, e, peggio, dei pericoli potenziali per la salute umana o delle terribili conseguenze penali e civili per chi trasgredisce questi regolamenti.
Su una cosa concordo appieno con l'articolo della FNOVI: manca l'informazione ai cittadini proprietari, anche se del settore, e manca la formazione del personale APA e ASL e di noi professionisti del settore, nonchè l'aggiornamento al mutare delle Leggi, ed è su questo che la FNOVI dovrebbe attivarsi, ma ho paura che , se l'impostazione è quella dell'articolo che ho appena letto, lo scopo sia solo quello di trovare qualche "scorciatoia" legalmente accettabile per sopprimere cavalli a fine carriera o per macellare anche i non-dpa, giusto per non avere troppe grane o troppi scontenti.
L'articolo termina così:
"Un'ampia casistica di situazioni necessita urgentemente di essere normata senza che questo vada a scalfire in alcun modo la convinzione che l'abbattimento tout court per ultimata carriera ludico-sportiva di un animale rimanga deontologicamente inaccettabile.
Anagrafe efficace, efficiente, finalizzata anche al benessere, legislazione sul benessere in linea con i problemi, vaste campagne di informazione, formazione impegnata ed intelligente per i professionisti e i detentori a qualsiasi titolo, sono strumenti che consentiranno prima e meglio di una presa di posizione pro o contro l'abbattimento, di esercitare la profesione medico veterinaria in scienza e coscienza."
Lascio al lettore ogni altro commento, perchè quest'ultimo discorso alla Ponzio Pilato, dove si dichiara tutto ed il contrario di tutto, non mi si addice.
Per quanto riguarda il roboante proclama finale sulle campagne di informazione e le leggi, solo "Striscia la notizia" potrà fare il miracolo...
(se non vi è chiaro il riferimento, leggete il mio post precedente: West nile virus e media)
Come sempre invito tutti a commentare, sul mio blog non esiste alcun filtro ai commenti, ognuno può esprimere le sue opinioni, anche in forma anonima).

Marco Grosso.

Rif: www.trentagiorni.it

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